I CASI DELL'ANDROIDE JONES - brano

 
Jonas – disse il suo capo – a voi androidi di ultima  generazione manca l'anima, peccato, altrimenti sareste perfetti.
“L'anima l'abbiamo, capo, - rispose Jonas con fare furbesco.
“Tu hai un'anima?”
“L'anima di cui parla lei, capo, é nel cervello.”
“Io intendo l'anima umana, Jonas.”
“Mi permetta di dirlo, capo: l'anima non esiste in nessuna parte di un corpo, se non dentro il cervello.”
“Non dire scempiaggini, Jonas!”
“Ci pensi capo, e si convincerà che l'anima é nel nostro cervello. Morto quello, muore l'anima.”
“Tu sei pazzo da questo lato.”
“O i pazzi sono gli umani.”
Ho capito, é impossibile ragionare con un androide e per giunta capitano del FBI, che vuole defraudarci dell'anima. Basta, con cose che non possiamo risolvere. Su questo punto restiamo ognuno nelle proprie posizioni, mentre, invece, andiamo al nostro caso.”
“Che caso? E' per questo che mi ha convocato?”
“E perché se no! Dovrai recarti a San Francisco.”
“Sbaglio, o é per i cadaveri a cui recidono la testa?”
“Esatto. L'assassino dove avere una forza formidabile. Forse è un tuo simile, Jonas
chissà, solo un androide può' staccare la testa dal busto di un uomo con una simile forza.”
“Cos'è capo, la sua vendetta per averle contestato l'anima? Non é possibile che ci sia tra gli umani un novello Golia esaurito?”
“Può' darsi ma il caso è tuo, dovrai tu sbrigartela, con la gente dall'aria sempre marinaresca di San Francisco.
“Ah, Jonas un'ultima domanda. – fece il capo rivolgendosi al suo subalterno e volendo essere in finale con le parole che pendono dalla sua parte, mentre Jonas lo sbircio' con un punto interrogativo – Quale il sogno di un androide?”
“Si riferisce ad un androide del mio tenore, immagino?”
“Appunto.” confermo' il capo.
“Il mio sogno disse Jonas, uscendo dalla stanza - é che gli umani lascino dormire nel cassetto la pazzia e gli annessi, compreso l'omicidio e lo stupro in modo che io possa cambiare mestiere.” 
Il capitano Jonas, androide dell'FBI si sposto' da New York City a San Francisco, costruita anch'essa nel nuovo mondo dell'anno tremila, là dove era possibile, ad immagine della vecchia terra.
Era stato costruito il Golden Gate perfettamente in copia, le gigantesche sequoia in modo artificiale, il Cable Cars all'uscita della stazione dei treni razzo e la baia, non   dissimile a quella esistente sulla terra, luccicava di sera, dove, nei chioschi, si potevano gustare  succulenti granchi, crostacei, frutti di mare e ammirare, non distanti, le case in stile vittoriano delle colline, con  le strade a pendio che scendevano o salivano da un lato all'altro.
Un'altra città, parallela a San Francisco, era stata edificata nel sottosuolo, composta di immense autostrade, aeroporti  razzo e quant'altro potesse risultare utile per agevolare la vita dei San Franciscan.
 La pioggia tradizionale non cadeva nelle città del nuovo mondo.
A differenza di New York che godeva di una possente e lunga cascata  che arrivava dal cielo anche sulla Quinta Avenue, a San Francisco, il prezioso liquido scendeva diviso a metà in verticale ai fianchi del Golden Gate,  quattro attorno alle sequoie,  una dietro al Cable Cars ed altre disseminate in luoghi diversi, approvvigionando il Pacifico e gli abitanti d'acqua in abbondanza.
E' il limite dell'uomo, finché gli altri non ci dicono che quella cosa è “valida” non riusciamo a dire che è bella.
Che significa l'anima? Ci sono miliardi di persone che ci speculano su questo, facendo anche nascere guerre sanguinarie per il possesso dell'idea da portare avanti!